10Giu
Biografilm Festival

Settima edizione per il Biografilm Festival – International Celebration of Lives: focus particolare di quest'edizione, gli anni 80, ovvero "l'inizio del futuro", nella rassegna che permetterà di vedere sul grande schermo film che hanno segnato l'immaginario di quegli anni (da Fuga da New York a Wargames), ma soprattutto con la sezione "Maripol '80", dedicata alla New York colta sul crinale tra lo stile ancora cupo e poveristico del movimento No Wave (i cui film erano non a caso spesso in bianco e nero), e l'esplosione di glamour (inizialmente ancora un po' dissennato) di cui diverrà simbolo planetario Madonna.
Fu infatti l'artista Maripol a creare gli accessori per il look della Madonna dei primi due album; ma ancora prima, da art director del Fiorucci Store, aveva convinto inizialmente Fiorucci e Rizzoli a finanziare il film Downtown 81, con Jean-Michel Basquiat e intermezzi musicali di Dna, James White e Kid Creole; oltre a firmare a suo nome un documentario su Keith Haring, e a catturare con le sue polaroid l'atmosfera del periodo.
Da sabato 11 inizieranno una serie di proiezioni e incontri – e anche un concerto – con i protagonisti della retrospettiva: il pomeriggio alle 17.30, saranno presenti Maripol, Elio Fiorucci e Joey Arias a commentare le fotografie di Maripol raccolte nel libro fotografico Little Red Riding Hood da poco edito da Damiani. La sera a mezzanotte, il documentario Arias With A Twist racconta la storia e l'ultimo show di Joey Arias, celeberrima drag queen che ha collaborato per anni come scenografa e costumista per gli show di Klaus Nomi, oltre alle sue apparizioni in cabaret e teatro (nella parte di Joan Crawford) e ad essere apparsa in film come Elvira, Mistress of the Dark e To Wong Foo, Thanks for Everything! Julie Newmar.
Il giorno dopo, Blank City (presenti Céline Danhier, Maripol e Amos Poe) è un documentario sulla "blank generation" del periodo della No Wave, della quale si potrà vedere lunedì alle 22 un documento originale con The Foreigner (1978) di Poe (tutt'ora attivo, il suo ultimo lavoro è un film sperimentale sulla Divina Commedia), che vanta nel cast la leggendaria Anya Phillips (co-fondatrice del Mudd Club e all'epoca manager-fidanzata di James Chance/White), oltre che Debbie Harry dei Blondie, e Robin Crutchfield dei Dna.

Martedì 14 sarà la volta di Basquiat, Une Vie documentario sull'artista presentato da Maripol e Glenn O’Brien, e mercoledì 15 di Tv Party, show televisivo via cavo di Glenn O’Brien andato in in onda tra il 1978 e il 1982 da cui sono passati Basquiat, David Bowie, Mick Jones, David Byrne, Arto Lindsay, Ronnie Cutrone, Ann Magnuson, Cookie Mueller (l'attrice di Waters soggetto di tante fotografie di Nan Goldin), eccetera.
Venerdì 17 pomeriggio all'Odeon, Kid Creole & My Coconuts è invece un documentario di Adriana Kaegi, ballerina-corista ed ex moglie di August Darnell, lo straordinario fondatore del gruppo che impazzò anche in Italia negli anni 80.
La sera del 17 alle 22, alla Cantina Bentivoglio si potrà anche assistere a una performance di Adriana Kaegi con Coati Mundi, l'irresistibile cantante-ballerino coautore di diversi hit del gruppo nonché interprete in proprio dell'epocale Me No Pop I.

Diversi i punti di interesse anche in altre sezioni del festival: Exit Through The Gift Shop è un film-parabola di Banksy, un geniale excursus nel mondo dell'arte urbana acclamato al Sundance 2010 e quanto meno istruttivo per gli amministratori locali che si son recentemente vantati del loro "pugno di ferro" contro i writers locali; The Bonnie and Clyde Of Art racconta il sodalizio di arte e vita dei due visionari artisti Niki de Saint-Phalle e Jean Tinguely; Rock Hudson - Dark And Handsome Stranger, è ovviamente un documento tra immagine pubblica e vita privata sulla star hollywoodiana cui toccò tra l'altro il destino di far esplodere mediaticamente l'Aids; infine Lo chiamavamo Vicky di Enza Negroni, in prima mondiale, è un ritratto di Pier Vittorio Tondelli, scrittore gay che fu anche un attento cronista dei mutamenti culturali degli anni 80, come testimoniato dal suo Un weekend postmoderno.
Biografilm Festival, sedi: Manifattura delle Arti e Via Mascarella. Info programma, biglietti ecc su: http://www.biografilm.it/2011/
Walter Rovere