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Solidarietà
L'aggressione al Comune
Presentato in Consiglio Comunale un Odg di solidarietà ai due ragazzi gay aggrediti
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Oggetto: Ordine del giorno per condannare l’aggressione di due ragazzi gay avvenuta a Bologna il 7 settembre 2006
IL CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA
premesso che
Nella notte fra il 6 e il 7 settembre 2006 due studenti universitari sono stati aggrediti di fronte alla sede del centro gay e lesbico ”Il Cassero”, situato nell’edificio della Salara, in via don Minzoni;
l’aggressione, a quanto risulta dalle dichiarazioni dei due studenti aggrediti e della polizia, ha come motivazione l’orientamento sessuale dei due ragazzi, individuati come omosessuali e per questo pesantemente insultati e poi violentemente colpiti dagli aggressori;
questo grave episodio non può essere considerato un fenomeno isolato, ma rappresenta l’ultimo di una serie di episodi di violenza a sfondo omofobico che hanno interessato negli ultimi anni la città di Bologna e l’Italia, come mostra anche la recente violenza sessuale avvenuta a Torre del Lago ai danni di una ragazza a causa della sua omosessualità;
considerato che
la città di Bologna garantisce l’esercizio pieno dei diritti di cittadinanza senza discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale, come ribadito anche attraverso l’adesione alla Carta europea dei diritti dell’uomo nella città;
la motivazione dell’identità sessuale degli aggrediti configura l’aggressione nella categoria dei cosiddetti “crimini d’odio” (hate crimes), azioni criminali intese a danneggiare o intimidire persone a cause della loro razza, appartenenza etnica, orientamento sessuale, identità di genere o di altra condizione di gruppo minoritario;
il Parlamento europeo ha di recente invitato a considerare l’omofobia «analoga al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo»;
esprime
la propria vicinanza e solidarietà ai due ragazzi aggrediti;
si impegna
a proseguire nella costruzione di uno spazio cittadino in cui il rispetto delle differenze e la pluralità delle identità rappresentino un’opportunità di arricchimento reciproco e non un motivo di contrapposizione;
invita
il Parlamento italiano ad estendere anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere le tutele previste dalla legge 122 del 1993, detta “Legge Mancino”, nei confronti di atti di “discriminazione, odio o violenza per motivi razziali etnici, nazionali o religiosi”
Sergio Lo Giudice
Claudio Merighi
Maria Delli Quadri
Valerio Monteventi
Davide Celli
Serafino D’Onofrio
Gianni Sofri
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