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01Ago

Intervista a Flavio Michele Pinna

Autore della cover dell'ultimo numero del magazine cassero.it (luglio-agosto) e inviato speciale per il rèportage sull'Europride che si è tenuto a Roma, Flavio Michele Pinna, classe 85', arriva da un piccolo paese sardo dimenticato da Dio. Alcuni anni fa è sbarcato a Bologna con delle illusioni cinematografiche iscrivendosi al DAMS ) culminate con una non laurea a pochissimi esami dalla fine. Fotografo ufficiale dell'House Organ che state sfogliando e paparazzo del Cassero, ci racconta qualcosa di più sul suo conto.

 

Raccontaci dei tuoi primi scatti.

 Ho iniziato, ovviamente, con una compatta. Ne avevo bisogno perchè all’epoca andavo in giro per delle mostre ( pittoriche, fotografiche, fumettistiche ) e realizzavo dei brevi filmati, montati da me, ed inviati ad un sito web che le metteva online e le pagava poche decine di euro l’uno. Da lì le mie prime foto in camera, poi l’acquisto di una reflex etc.

Come è stato il tuo arrivo al Cassero e cosa rappresenta adesso?

 Il Cassero è nato per gioco. All’epoca, inizio 2009, lo frequentavo molto poco, ero entrato nell’ambiente gay l’estate precedente. Tramite un giro di prime conoscenze avevo iniziato a far le foto a degli spettacoli che a me facevano divertire molto (Presi per la gola e Gran Casinò) e che sono stati utili per imparar ad utilizzar al meglio il mezzo fotografico. Da lì il mio primo rèportage per Mister Cassero e poi la svolta: il primo Cassero54. Attualmente il Cassero rappresenta per certi versi una parte della mia famiglia bolognese. Entro lì e sto a mio agio. Grazie alle foto che ho fatto mi son fatto conoscere in molti ambiti, da agenzie di moda a semplici privati. E’ veramente un trampolino di lancio, bisogna solo vedere quanto in fondo si voglia andare seriamente... 

Cosa vuoi fare da grande?

 Questa è quella che definisco la domanda da 1 milione di euro. Non lo so, sono una persona fotograficamente lunatica, un giorno la fotografia è la mia vita, il giorno seguente mi stanco. La pigrizia è un male incurabile, e direi che io ne son particolarmente affetto.

Quali sono i tuoi punti di riferimento nella fotografia?

Sono profondamente ammaliato dai soggetti “freaks” di Diane Arbus e da quelli “infantili” di Lewis Carroll.

 

Se potessi esporre i tuoi lavori, dove vorresti farlo?

Amo le domande che iniziano con “se potessi” perchè mi portano a sognar, e che grande sogno sia, dunque sicuramente MoMA, almeno avrei la possibilità di vedere N.Y. e di non rientrar a casa...

 

Hai un aneddoto particolare da raccontarci riguardo ad una serata?

 Non uno in particolare, ma so solo che il mio hard disk esterno contiene tante di quelle foto che potrebbero portar scompiglio nell’ambiente, ovviamente mai pubblicate... 


Il prossimo accessorio che vorresti comprare?

Attualmente ho assolutamente bisogno di un cavalletto nuovo e di un obiettivo 300 mm. 

 

Quanto ti aiuta a rimorchiare essere il fotografo delle serate?

Beh, direi grosso modo un 70 % , ma tengo a precisare che la fase “rimorchio” è arrivata sempre nei giorni successivi alle serate, soprattutto online. Quando lavoro nei locali giro molto, chiacchiero poco e bevo ancor meno... da quel che mi ricordo in una serata da fotografo non mi sono mai limonato nessuno...

 Vogliamo farti dei nemici… chi tra le modelle “casserine” è la più fotogenica e chi meno?

I più fotogenici sicuramente Dee Sign e Maxime De Fou, quelli meno tutti gli altri... smile 

Quanto è “grosso” il tuo obiettivo?

Penso non sia così complicato scoprirlo... basta chiederlo al tuo vicino..

 

pop queerculture

  1. Intervista a Flavio Michele Pinna

credits

  • autore: Mariagrazia Canu
  • data: 01 Ago 2011
  • rubrica: queerculture

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