la storia

Correva l’anno 1994 quando l’ideatore, Stefano Casagrande, trasformò la terrazza del Cassero di Porta Saragozza in una passerella all’aperto, e subito dopo all’interno del grande contenitore bolognese estivo, il Made in Bo, con la prima edizione di The Italian Miss Alternative. Quello fu l’inizio di un’avventura che ha saputo evolversi e coinvolgere un pubblico sempre più numeroso e tantissimi ospiti che hanno intravisto in quell’evento la genuinità di un’impresa messa in piedi per una nobilissima causa: raccogliere fondi per le associazioni locali che si occupano di lotta all’AIDS.
The Italian Miss Alternative è un concorso di bellezza benefit che da 17 anni è un’istituzione nota in tutta la penisola che, oltre alla kermesse, ha saputo contaminare con sfilate tematiche diversi importanti spazi bolognesi, mostrando con disinvoltura come è possibile comunicare messaggi importanti con tacchi e parrucca.
Rimboccarsi le maniche e portare avanti questa manifestazione di successo è stato un obiettivo per tutti noi dopo la scomparsa di Stefano. Cambiano i tempi, le modelli, le mode, il pubblico, ma The Italian Miss Alternative ogni anno a Bologna resta un appuntamento fisso con la solidarietà e l’impegno. Uno dei fiori all’occhiello della comunità lgbt.

Nel 2010 Miss Alternative è approdata, per la prima volta, nella storica cornice di Palazzo Re Enzo, per la sua 17 edizione che si svolgerà il 12 settembre, sempre con obiettivo principale quello di raccogliere fondi per le associazioni locali che si occupano di lotta all’AIDS:
Lila – Lega Italian per la Lotta all’Aids, IDA – Iniziativa Donne Aids, MIT – Movimento Identità Transessuali, Cassero Progetto Salute.
Ogni anno le quattro associazioni che beneficiano di questo evento, si incontrano e mettono a punto una campagna di informazione dedicata all’evento. Si punta di volta in volta su un solo aspetto della prevenzione o della solidarietà affinchè un messaggio preciso possa arrivare forte e chiaro al numeroso pubblico che ogni anno assiste all’evento. Insieme al gadget che viene pensato per l’evento, dal palco viene letto un comunicato dalle associazioni che mette l’accento sul significato di questa manifestazione. Tutto l’incasso viene diviso tra le 4 associazioni beneficiarie.
In oltre 15 anni la manifestazione ha visto la partecipazione in giuria dei grandi nomi della moda, della cultura, dello spettacolo e della politica, mentre sul palco onorevoli ospiti donano ognuno un pezzo della propria arte al nobile obiettivo della serata.
Tra gli altri ricordiamo Jean Paul Gaultier, Paolo Poli, Oliviero Toscani, Amanda Lear, Iaia Forte, Arturo Brachetti, Ivan Cotroneo, Ambra Orfei, Milena Gabanelli, Vladimir Luxuria,Alessandro Fullin e all’ultima edizione partecipò quasi tutta la giunta del Comune di Bologna.

I bolognesi hanno saputo apprezzare la grande creatività e protagonismo della manifestazione ed ogni anno sempre più numerosi (oltre 1.500 alle ultime edizioni) prendono parte all’iniziativa, che negli ultimi due anni si è svolta presso il bellissimo Cortile della Manifattura delle Arti in collaborazione con il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna, la Cineteca di Bologna e il cinema Lumière.

