Gender Bender 2011 // DANZA & TEATRO
Sezione di danza ricca di artisti internazionali di rilievo curata da Roberto Casarotto. In prima nazionale One Dixon Road, nuova produzione del coreografo e danzatore inglese Nigel Charnock: un assolo ferocemente comico, che miscela canto e ballo in una sorta di autobiografia spudoratamente sincera, audacemente fisica e molto divertente. Charnock - membro fondatore della storica compagnia inglese DV8 Physical Theatre - è come un ciclone che spazza la scena, invade tutto lo spazio, tracima dal proscenio, esce e rientra in sala danzando e recitando. (Arena del Sole – Sala Interaction, 29 e 30 ottobre ore 21.00). Charnock dialoga con Peggy Olislaegers e Roberto Casarotto lunedì 31 ottobre al Cassero.
La donna è al centro di due spettacoli: Equilibrio dello spagnolo Daniel Abreu in cui tre interpreti si rappresentano per frammenti, come fossero cartoline o storie lette nei ritagli di giornale. Il lavoro mostra per immagini vivide il tentativo di sentirsi in equilibrio, spaziando tra il bisogno di affetto, il desiderio di essere importanti, la felicità e il terrore della solitudine (Arena del Sole – Sala Interaction, 1 e 2 novembre ore 21.00).
Non è mai troppo tardi è una performance creata appositamente per Gender Bender dalla coreografa Silvia Gribaudi che dirige donne over 60 selezionate in città. Personalità femminili distinte, ognuna con la sua peculiarità, ma tutte che accolgono il passare del tempo con coraggio, mostrando la bellezza che si fa maturità. Una scelta controcorrente rispetto all'ideale chimerico del corpo eternamente giovane (MAMbo 3 novembre ore 19.00 e ore 21.00). Silvia Gribaudi, Daniele Abreu dialogano con Peggy Olislaegers e Roberto Casarotto martedì 1 novembre al Cassero.
Doppio programma con gli spettacoli accoppiati delle compagnie Lost Dog e Tabea Martin. Apre It Needs Horses della compagnia inglese Lost Dog. Un’arena da circo, un trapezio. Un uomo e una donna indossano i panni di sgangherati artisti di un circo surreale, costretti a ricorrere a misure estreme per attirare il consenso del pubblico. Un pezzo di assoluta bravura che utilizza pochi elementi scenici ed una mimica straordinaria per dare vita ad uno spettacolo di rara e originale comicità. A seguire, Duet For Two Dancers, spettacolo in prima nazionale della coreografa svizzera Tabea Martin, che usa i corpi dei due interpreti per offrirci una guida a quel vocabolario di gesti, raffinati o goffi, replicabili o personalissimi, che ci accompagnano nei contesti sociali: dal corteggiamento amoroso alla rivolta politica. Corpi che, apparentemente docili strumenti, finiscono per rivelare un’intima possibilità di smarrimento e di fragile ricerca dell’identità (Arena del Sole – Sala Interaction, 4 novembre ore 21.00 e 5 novembre ore 19.00).
Teatro che scuote le coscienze e turba le anime fragili quello che propone la compagnia Ricci/Forte in Grimmless, in collaborazione con Arena del Sole - Teatro Stabile di Bologna. Stefano Ricci e Gianni Forte, capaci come nessun’altro di indagare le contraddizioni di oggi, mettono in scena una spregiudicata quanto lucida disamina del presente, capace di mascherare i meccanismi delle fiabe che ci raccontiamo ogni giorno per sopravvivere all’urto delle violenze quotidiane. Il nuovo lavoro prosegue la ricerca del duo sul cortocircuito tra suggestioni letterarie e linguaggi del presente, confrontandosi con l’affascinante mondo delle fiabe dei fratelli Grimm (Arena del Sole – Sala Grande, 5 novembre ore 21.30).
Altro spettacolo dai contenuti forti è La merda - secondo studio, ultima creazione di Cristian Ceresoli, giovane talento drammaturgico italiano. Protagonista unica e indiscussa della scena è un’intensa Silvia Gallerano che presta corpo e voce al flusso di coscienza della protagonista della pièce, una “giovane” donna “brutta” che tenta con ostinazione, resistenza e coraggio, di aprirsi un varco nella società delle cosce e delle libertà. Lo spetttacolo è presentato in collaborazione con Soggettiva (Teatrino degli Illusi, 2 e 3 novembre ore 21.00).
In Variabili umane Marcela Serli si interroga sulle identità e sulle differenze di genere, attraverso la voce e il corpo di uomini che non sono (sempre) uomini e donne che non sono (sempre) donne: un popolo di "variabili umane" che cerca la sua ribalta. In scena uomini, donne e transgender che hanno affrontato o stanno affrontando una transizione verso il maschile, il femminile o un genere non definito, portano in scena in maniera emozionante il loro sguardo sulla società, e il modo in cui la società li guarda (DOM, 3 e 4 novembre ore 21.00).
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