Cassero — Gay Lesbian Center

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Gender Bender 2011 // CINEMA

Women Are Heroes dello street artist e fotografo francese JR è un documentario in anteprima italiana girato in Kenya, Brasile, Cambogia, Liberia, India, che racconta storie quotidiane di donne forti. Sono vite di tante donne, protagoniste di piccole e grandi episodi di resistenza quotidiana in slum, favelas e baraccopoli. Donne che, grazie agli scatti fotografici giganteschi realizzati da JR, trovano un’occasione per uscire dall’anonimato e diventare un esempio incoraggiante per le altre. Con le sue fotografie il fotografo francese ha trasformato le favelas brasiliane, i tetti africani di lamiera e i sobborghi parigini in gallerie a cielo aperto. Il film è realizzato con musiche originali dei Massive Attack e Patrice Bart Williams (3 novembre ore 22.30).

Les Amours Imaginaires, secondo lungometraggio del talentuoso e giovanissimo Xavier Dolan – autore  dell’originale opera prima J’ai tué ma mère passata con successo lo scorso anno a Cannes – racconta di come reagiamo davanti al rifiuto, alla solitudine, al dolore. Francis e Marie sono due ragazzi sui 20-25 anni entrambi incurabilmente fashion victim, che si innamorano entrambi, perdutamente, del bellissimo Nic. Mentre Nic è all’oscuro di tutto, i due amici per la pelle diventano rivali in amore. Una storia semplice, un menage a trois realizzato però con dialoghi mai scontati, una recitazione ottima ed una regia originale. (5 novembre ore 22.30).

Sesso e politica, questa volta in Svezia, nel film Four More Years dello svedese Tova Magnusson-Norling. Il quarantenne David, uno dei leader del partito liberale che ha appena perso le elezioni, si sente attratto da un suo collega dell'opposizione socialdemocratica. Ma il compromesso storico può funzionare sotto le lenzuola? Commedia svedese brillante e ben scritta, diretta da una regista che in questo duetto tutto al maschile si ritaglia il ruolo di attrice nella parte della moglie tradita, ma non afflitta. (29 ottobre ore 22.30)

Ausente, del regista rivelazione argentino Marco Berger, è il film vincitore del Teddy Awards all'ultima Berlinale. Il film è un dramma psicologico che si interroga sulla reale natura del desiderio. Tra l’adolescente Martin e il suo insegnante di nuoto Sebastian scatta la scintilla dell'attrazione. Ma Berger gioca a rovesciare le regole dell’attrazione (30 ottobre ore 22.30).

 

Una storia epica e romantica e un potente affresco storico da uno dei registi più promettenti della cinematografia asiatica nel film Muli del regista Adolfo Alix Jr, che racconta della passione travolgente tra Jun, ex seminarista, e Errol, turista in viaggio con la sua fidanzata. 

Un film di corpi è quello proposto dal regista Christophe Honoré  in Homme au Bain: storia di un abbandono, che oscilla continuamente tra fiction e documentario. Chiara Mastroianni e il porno attore gay francese François Sagat gli interpreti. La stessa vita di François Sagat è al centro di Sagat dei registi J. Roche e J. De Oliveira (anteprima nazionale). L’attore francese in pochi anni ha raggiunto una fama internazionale, oltre i confini del cinema a luci rosse, arrivando a recitare con registi e coreografi del calibro di Christophe Honoré, Bruce LaBruce e Andrè Gingras. Un film tra documentario e confessione pubblica, con interviste a familiari e registi che hanno lavorato con lui.

In anteprima nazionale Boy Cheerleaders di James Newton, storia di una squadra di cheerleading - competizione tipicamente femminile - formata tutta da ragazzini della working class inglese, che si allenano duramente per vincere l’ambito trofeo e riscattare le loro vite attraverso la danza.

Ancora un’anteprima nazionale con il documentario Island del giovane filmmaker Ryan Sullivan: la vera storia del regista, che dal Nebraska si trasferisce a San Francisco con l'intenzione di ritrovare il fratello scomparso e girare un film sulla Treasure Island Media, la celebre e controversa casa di produzione di film porno gay.

 

I gay sono costituzionalmente sterili, questo è ciò che vorrebbero farci credere in Italia. E’ tempo di ascoltare la voce delle famiglie omogenitoriali italiane e quelle dei loro figli. Il lupo in calzoncini corti delle registe Nadia Dalle Vedove e Lucia Stano è stato realizzato in due anni di lavoro a stretto contatto con le Famiglie Arcobaleno ed è il primo documentario italiano che lascia la parola ai bambini e ai loro genitori gay e lesbiche (3 novembre ore 20.30).

Essere Lucy, lo straordinario documentario di Gabriella Romano, è la vera storia di Luciano, Bologna classe 1924, dagli anni precoci della scoperta della propria omosessualità a quelli terribili della guerra e della reclusione nel campo di concentramento di Dachau. Fino al difficile rientro in Italia, il rigido moralismo degli Anni ‘50 e i trasgressivi Anni ‘60, e poi il ritorno a Bologna, ad assistere gli anziani genitori malati. Il documentario ripercorre una straordinaria e toccante vicenda umana, che si intreccia con gli eventi cruciali della Storia del Novecento. Presentano il film la regista Gabriella Romano e la protagonista Lucy (31 ottobre ore 20.30).

 Storie umanamente toccanti sono anche quelle raccontate dai registi Hanne Philyppo e Catherine Vuylstere in Silent Stories, l’emozionante documentario in anteprima italiana che racconta le vite e le vicende di Arezki, Rabiatou, Jean-Louis e Sarah, costretti a lasciare i loro Paesi d'origine (Algeria, Senegal, Iraq e Guinea) a causa del loro orientamento sessuale, a dover fare i conti con il passato (la religione, la comunità e il paese di provenienza) e a battersi per un futuro in cui possano vivere pienamente la loro vita.  In collaborazione con Soggettiva (2 novembre ore 18.30)

In più tre ritratti cinematografici dedicati ad altrettanti artisti giapponesi per una visione inedita dell’anima affascinante e contraddittoria del Paese del Sol Levante. Nel 1960 l’attrice più famosa del cinema giapponese era un uomo. Nel 1975 il regista Nagisa Oshima, figura emblematica della Nouvelle Vague giapponese, gira il trasgressivo L’Impero dei sensi. Nel 2007, l’artista transgender giapponese Pyuupiru turba con le sue opere e performance la Triennale di Yokohama e il Guggenheim Museum di New York.

Miwa, a Japanese Icon del regista Pascal-Alex Vincent in anteprima nazionale è lo stupefacente ritratto di Miwa Akihiro, cantante e attrice di cinema e di teatro seguita e amata da milioni di fan in tutto il Giappone. La sua longeva carriera attraversa cinquanta anni di cinema, rendendola – uomo in vesti di donna - la protagonista indiscussa del cinema del Paese del Sol Levante e l’interprete straordinaria di alcuni film dei maggiori registi giapponesi come Ozu, Mizoguchi, Kurosawa, Oshima, Takeshi Kitano e Hayao Miyazaki (30 ottobre, 19.30)

Protagonista di Il était une fois... L’empire des sens del regista David Thompson - anteprima nazionale - è la scandalosa pellicola del 1975 Ai No Corrida di Nagisa Oshima, conosciuto con Ecco l’Impero dei Sensi, pellicola ispirata alla vera storia d’amore e morte accaduta nel 1936 in Giappone, dove Sada Abe strangolò durante l’amplesso il suo amante per poi evirarlo. Il film, che divise pubblico e critica a causa delle esplicite e reali scene di sesso tra i protagonisti, venne censurato e additato di volta in volta come opera d’arte e prodotto pornografico. Il documentario raccoglie le testimonianze e i pensieri della scrittrice Catherine Millet e della regista Catherine Breillat (30 ottobre, ore 18.30).

Pyuupiru 2001 – 2008, del regista Daishi Matsunaga, racconta invece la vita e la carriera di Pyuupiru, l’artista transgender giapponese, che utilizza il proprio corpo come ispirazione e materia della sua produzione artistica. Un documentario toccante e umanamente intenso in cui il regista segue da vicino per otto lunghi anni l’evoluzione dell’arte e la trasformazione di vita di Pyuupiru. Un’artista straordinario in grado di tramutare i turbamenti dell’anima in arte, di produrre lavori delicati e struggenti in memoria della morte della nonna, di realizzare la campagna mondiale dell’Absolut Vodka nel 2005 e di coinvolgere migliaia di persone da tutto il Giappone nella costruzione di un abito di venti metri interamente realizzato con migliaia di origami di gru dorate (1 novembre ore 18.30) 

LE ANTEPRIME DI SOGGETTIVA

Numerosissime le anteprime italiane che animano la sezione cinematografica, tutta al Cinema Lumière. Un posto di rilievo quest’anno lo occupano le commedie romantiche, veri e propri capolavori, provenienti dai maggiori festival internazionali di cinema: Berlinale, Mix Brasil, Londra, San Francisco, Los Angeles. Direttamente dal Sundance Film Festival Codependent lesbian space alien seeks same, geniale film in bianco e nero – anteprima italiana - di Madeleine Olnek che unisce fantascienza Anni ’50, humor e romanticismo (29 ottobre ore 20.30).

Kill the Habit della regista italo-greca Laura Neri - anteprima italiana - è una commedia dark, lesbica e politicamente scorretta su tre ragazze che cercano di sbarazzarsi del cadavere di uno spacciatore, con uno strepitoso finale (31 ottobre ore 22.30).

Ancora una anteprima italiana con l’australiano Hannah and the Hasbian di Gordon Napier, commedia divertente e minimalista su una donna che da un giorno all’altro decide di diventare etero, mandando nello sconforto la sua compagna. Situazioni grottesche, puro humor e momenti di dolcezza si intrecciano a ritmo serrato (1 novembre ore 22.30).

Jamie and Jessie are not together di Wendy Jo Carlton - anteprima italiana - è una commedia su un’amicizia tra due coinquiline che deve fare i conti con la passione ed il desiderio nel momento in cui Jamie decide di trasferirsi da Chicago a New York per diventare un’attrice di teatro (4 novembre ore 22.30). In sala la regista Wendy Jo Carlton dopo la proiezione incontra il pubblico.

In anteprima italiana Hit So Hard di P. David Ebersole, documentario senza veli sulle Hole, la storica band di Courtney Love, raccontata attraverso gli occhi di Patty Schemel, batterista e lesbica dichiarata. Un ritratto intimo della batterista e della band: l’ascesa delle Hole, gli eccessi, il successo, la scena grunge, l'amicizia con Kurt Cobain, la lotta contro le dipendenze; il regista fornisce un ritratto reale e spietato della storia personale della Schemel, intrecciando filmati amatoriali e interviste. Il film porta alla luce anche aspetti inediti della vita familiare e privata di Love e Cobain, presentando tra l'altro un brano inedito del defunto leader dei Nirvana (3 novembre ore 18.30).

Jan's coming out di Carolyne Reid è un irriverente documentario in anteprima italiana su Jan Walker, una donna cinquantenne sposata da 23 anni e madre di tre figli, che si scopre lesbica dopo un’abbuffata del famoso telefilm The L Word. La schiettezza di Jan e la sua gioia nel ritrovarsi finalmente in armonia con se stessa appaiono in modo evidente e palpabile sullo schermo (1 novembre ore 20.30).

Il coming out è anche al centro di Tracks, cortometraggio di Deanna Williams; la regista pone uno sguardo delicato sulle vicende realmente accadute a Julie e Tasha, due adolescenti capaci di ribellarsi a ciò che le schiaccia. Julie, cacciata di casa da sua madre subito dopo la sua comunicazione, ha come dimora un divano sotto il cielo. E’ proprio questa solitudine a spingerla verso Tasha, più giovane di lei ma altrettanto caparbia (1 novembre in anteprima italiana).

Bumblefuck, USA di Aaron Douglas Johnston - anteprima italiana - racconta la storia di Alexa, che arriva nell’Iowa con l'intento di scoprire e filmare cosa significa per una persona omosessuale vivere in un’America dimenticata. Un’intensa estate vissuta a Bumblefuck la porterà a conoscere meglio anche se stessa (5 novembre ore 20.30).

Short of Breath, bellissimo cortometraggio norvegese di Aasne Vaa Greibrokk, descrive l’incontro tra due donne molto diverse: Jenny è una diciassettenne cresciuta con sua nonna in un piccolo villaggio in riva al mare, in Norvegia. E’ una ragazza abituata a sognare la propria vita e non a viverla. Finché una coreografa quarantenne affitterà una casa vicina alla sua, in cerca di ispirazione per il suo prossimo spettacolo di danza (1 novembre).

Gatos viejos dei cileni Pedro Peirano e Sebastian Silva racconta in modo delicato e al contempo violento di una famiglia disastrata dall’incomunicabilità delle relazioni vissute al suo interno, dove passione e amore si alternano velocemente a vecchi rancori (30 ottobre ore 20.30).

Intrecci tra pornografia e femminismo sono affrontati da tre opere. Il movimento pro-sex è al centro di Mutantes di Virginie Despentes, primo documentario della regista e scrittrice francese (Scopami, King Kong Girl), composto da una ventina di interviste raccolte tra il 2005 e il 2009 tra USA, Parigi e Barcellona. La regista traccia una storia soggettiva del movimento per sottolinearne le lotte femministe e le teorie riguardanti la legittimità della prostituzione e della pornografia (31 ottobre ore 18.30).

Share, di Marit Östberg - anteprima italiana - propone, invece, uno spaccato dell’immaginario pornografico femminile e femminista, un tema su cui riflettere, dibattere o, a piacere, fantasticare (31 ottobre ore 18.30).

Too much pussy di Emilie Jouvet è un ritratto collettivo di una comunità femminile e femminista che si mette in scena giocando con i ruoli e le identità sessuali. Lesbismo, fetish, performance art, rottura di ogni tabù: oltre le etichette, un lavoro potente di rivendicazione femminile per una nuova definizione della donna (2 novembre ore 22.30

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