Il coefficiente del Tacco 14

H=Q.(12+3S/8)
Basterebbe questo per spiegare il senso del nostro Blog, del resto noi siamo ragazze di studio e troviamo conforto nelle formule quindi, senza dati scientifici, non facciamo letteralmente un passo.
Abbiamo discusso molto su quale dovesse essere l’argomento della prima puntata di questo spazio e alla fine abbiamo deciso di partire proprio dall’inizio, dal titolo.
Ma torniamo alla formula; le menti più erudite, tra i nostri 25 lettori, avranno sicuramente riconosciuto che si tratta di un semplice calcolo per stabilire quale sia l’altezza più adatta per i tacchi da indossare.
Iniziamo a calcolare insieme:
S rappresenta il numero di scarpa secondo la misurazione anglosassone e Q rappresenta una variabile sociologica che si ricava da un semplice calcolo
Q=(P*(y+9)*L)/(T+1)*(A+1)*(Y+10)*(L+20)
dove
P rappresenta la probabilità che indossando i tacchi si diventi più attraenti (espressa in un range da 0 a 1);
Y rappresenta il grado di confidenza che si ha con i tacchi e si esprime in numero di anni di pratica quotidiana e L rappresenta il prezzo delle scarpe (tiene conto del fatto che più si pagano un paio di scarpe più si è disposti a soffrire per indossarle). Proseguendo, T è una variabile di tempo ed esprime da quanto la nostra scarpa preferita è diventata di moda (in mesi);
A rappresenta invece il numero di unità alcooliche consumate.
Calcoliamo il PoPpen Q:
la probabilità di sentirsi più belle per noi è massima per cui P=1 e siccome ad ogni domanda che implichi una risposta legata al tempo quella corretta è 25 (si pensi a quando vi chiedono quanti anni avete – NDR) sostituite alla variabile questo valore. Il prezzo delle scarpe è 50!
Vi sembra poco?
Fermatevi a ragionare, con che cosa le chiedete le scarpe alla commessa?
Con la bocca naturalmente!
E quanto la bocca?
50, è ovvio!
Per cui ricapitolando al numeratore abbiamo ottenuto come valore 1700
Occupandoci del denominatore, le scarpe perfette non sono ancora sul mercato, ce le abbiamo solo noi, e se vi chiedono dove le avete comperate il depistaggio è d’obbligo: Madrid, New York… non importa dove ma depistate come facciamo noi; T assume allora il valore di 0.
Per quanto riguarda A, il numero di unità alcooliche consumate, sarà sempre bene dichiarare che è uguale a 0, così da far passare la vostra verve per un dono naturale e nello stesso tempo preservare i punti della patente. Fatte le dovute sostituzioni abbiamo ottenuto un valore 2450 per il denominatore
ergo
Q= 1700/2450 = 0,7
Sommando le misure che portiamo di scarpa (rispettivamente 9 e 10,5) e risolvendo con il valore ottenuto dal calcolo di Q otteniamo la misura di 14 cm, che è appunto l’altezza dei tacchi che più si adatta a noi.
Ed ecco spiegata l’origine del titolo della nostra rubrica, scelto dopo molto studio e molta ricerca.
Un tacco 14 è appunto quello che ci guiderà alla ricerca di dettagli particolari in situazioni che ruotano intorno alla musica; che ci conferirà un andamento sicuramente non rettilineo, sempre un po’ ondulato e tangenziale; che ci offrirà un punto di osservazione rialzato da cui i dettagli registrati saranno senza dubbio particolari, surreali, strampalati e colorati.
Proprio come in questo post di cui la lunga premessa potrebbe sembrare l’esito di un dopo cena da Bertino (noto ristorante Bolognese - NDR) in cui c’eravate solo voi e il carrello dei bolliti; e invece no se è vero che la formula non l’abbiamo trovata nel fondo della salsa verde, ma è frutto del lavoro di Paul Stevenson, professore di fisica subatomica all'Università del Surrey, lavoro che sarà servito soprattutto, pensiamo noi, per sentirsi più a suo agio tra i bu… ops i bosoni.