Trucco e parrucco per lesbiche 1° livello.
....oppure strappati la testa, che non ci crede nessuno che sei riuscita ad entrare in profumeria per comprarti un blush. Al massimo hai la matita nera sotto agli occhi, che hai visto a Paola Turci all'ultimo concerto. Ma a lei sta bene, perchè ha avuto la decenza di coprirsi le imperfezioni, tu no, quindi impara da qui.
Regola numero 1: la base.
Il colore della pelle varia da persona a persona. Per questo motivo sono nati diversi colori di fondotinta che hanno come base o un pigmento giallo o un pigmento rosso. La pelle presenta una colorazione che tende sempre o al giallo o al rosa. La scelta del proprio colore diventa facile se ci soffermiamo a guardarne attentamente la pigmentazione. La prova si può effettuare facilmente sulla mascella nella parte più vicina al collo. Mi raccomando, scegliete un fondotinta uguale e identico alla colorazione della pelle perché è antiestetico vedere persone che indossano fondi più scuri della pelle credendo di avere un colorito più sano, ma apparendo invece come se indossassero una maschera. Mettete direttamente una maschera piuttosto.
Regola numero 2: cipria, blush, fard, terra.
Dopo aver steso il fondotinta ed un velo di cipria trasparente, si preleva una piccola quantità di fard (o di terra) e lo si applica col pennello partendo sempre dall'alto dell'orecchio verso lo zigomo (o viceversa per parcondicio) e sfumando bene il prodotto.
Per dare maggior naturalezza si può fare una seconda applicazione con un colore rosato o aranciato. Il tutto andrà amalgamato ed ancora sfumato con la cipria (se sudando non avete già perso tutto quello che siete riuscite a fare finora).
Regola numero 3: gli occhi e la bocca.
Se il trucco marcato è negli occhi, le labbra devono essere molto soft e viceversa. Se le labbra sono molto truccate ad esempio con un rossetto rosso o viola, gli occhi devono essere nude look o comunque poco truccati altrimenti rischiate l’effetto Moira Orfei che per il circo è okkei. Per le serate speciali in cui volete farvi notare, raccomando le ciglia finte.
Regola numero 4: i capelli.
Sul capello corto non so che dire. Ah si, quando a 14 anni li portavo come Sid Vicious, per piastrare la frangia e farla stare dritta come una cresta, mi bruciai la fronte ed andai in giro per una settimana dicendo che il coltello di un malintenzionato mi aveva sfiorata. Era la piastra amici. Non il coltello che mi diede 5 minuti di notorietà tra quelli del quinto anno del Liceo. La piastra. Quindi attente alle "piastrate" assassine. Il capello naturale è bellissimo a meno che non abbiate i ricci ingestibili dei Jackson 5. Ad ogni modo adoro il capello corto alla Sinead O'Connor e non sopporto le "ingellate" estreme da truzzo degli anni 90. Si sono estinti, ci sarà un perchè. Perchè col gel hanno perso i capelli e sono stati emarginati dai nuovi truzzi con le pettinature emo. E soprattutto se portate i capelli corti, ricordatevi di tenerli sempre aggiornati: i ciuffi lunghi sulle basette da fatina dei boschi, fanno pietà. Per quelle munite di capello lungo e selvaggio, consiglio la coda di cavallo o la treccia. Ebbene si. La coda di cavallo è perfetta da mattina a sera: la potete realizzare alta o bassa, ma soprattutto abbellirla con nastri o fiori da pin up. La treccia si presta a tantissime variazioni: può essere unica e morbida, più geometrica o essere arrotolata per creare uno chignon facile facile, ma molto d’effetto. Ma c'è una cosa che adoro sopra a tutto. Il capello lungo e selvaggio (e pulito). Come i cantanti grunge degli anni 90. Headbanging!