14Gen
Tribattito sulle Primarie: il coming out di Zacchiroli e la battuta di Merola

Il "tribattito" che si è tenuto al Cassero lo scorso 11 gennaio con i tre candidati sindaco alle primarie del centro-sinistra, Amelia Frascaroli, Virginio Merola e Benedetto Zacchiroli, moderato dai giornalisti Beppe Ramina e Giusi Marcante e che verteva sui temi dei diritti civili e delle politiche giovanili, ha suscitato una notevole eco sulla stampa, anche per un "colpo di scena" avvenuto, il coming out del candidato Zacchiroli (qui potete leggere due resoconti usciti: sarà un caso ma la corrispondente di Repubblica azzecca il termine giusto, mentre il corrispondente maschio del Corriere regolarmente ricade sull'outing)
L'intero dibattito è da oggi ascoltabile e scaricabile dal nostro Podcast; poco dopo l'inizio (circa a 21:39 della prima parte), sollecitato da Ramina, Zacchiroli commenta: «Vorrei aggiungere una cosa. La aggiungo da teologo, la aggiungo da gay, la aggiungo da quello che sono: che il Vaticano abbia posizioni che si possono definire tranquillamente retrograde non mi stupisce, mi stupirebbe il contrario. Mi stupisce invece che ci sia un partito che si dice democratico che non ha il coraggio di dire quello che deve dire. Mi stupisce che ci sia una sinistra che non ha il coraggio di stare con la schiena dritta di fronte a chi tranquillamente fa il suo mestiere. Da Bologna, io vorrei che insieme ai miei compagni di viaggio partisse una richiesta chiara, serena, al partito democratico di Bologna e ai partiti del centro sinistra che compongono questa coalizione: che serenamente si possa dire che a Bologna c'è un PD e una sinistra diversa rispetto a quella sinistra che è stata fino ad oggi, che non china il capo, e che dice che le posizioni possono essere tranquillamente diverse da quelle di altri, ma che la sinistra è per il matrimonio gay, che la sinistra è per una effettiva parità delle persone omosessuali, e che il Comune tutti i giorni si impegna in questa città a costruire una comunità in cui l'ambiente circostante dice nei fatti che queste differenze non debbono essere considerate tali. ...E quindi questo è quello che si deve dire con molta tranquillità e sincerità. Il Vaticano continui a fare il suo mestiere. Il nostro vescovo, continui a fare il suo mestiere. Non vado io a dire al vescovo cosa deve dire. Ma dico io quello che penso: io comunità civile gli dico che noi siamo nel 2011, che se ha il coraggio può arrivare fino a qui, e che noi lo aspettiamo volentieri".
L'altro candidato Merola ha quindi reagito rimproverando Zacchiroli di demagogia: "Benedetto, non ci siamo, il problema non è il Partito Democratico, perchè noi sulla carta, a maggioranza - mi permetterai che possiamo avere delle minoranze -, ma sulla carta a maggioranza condividiamo le cose che hai detto e le abbiamo anche scritte, quindi non prendiamoci in giro, vuoi l'applauso facile? Oggi si può sparare tranquillamente sul PD, è la cosa che va più di moda – aggiungo, una volta che l'abbiamo distrutto cavoli nostri, perchè senza PD non capisco dove andrebbe questa sinistra, se vuole un giorno governare. Detto questo però aggiungo che è inutile continuare la menata per prendere i voti e spostarli da un partito all'altro o da un candidato all'altro... la nostra posizione è quella che tu hai detto e che io ho detto, io ho però aggiunto una cosa, che malgrado noi si abbia queste posizioni non riusciamo a incidere per modificare le cose. Noi dobbiamo incidere per modificare le cose, cambiarla questa realtà, non dichiarare quello che vorremmo e fare la punta gli altri perché lo declamano troppo o troppo poco..."
Tra gli altri punti che ha toccato il dibattito, segnaliamo come da ascoltare attentamente, nella seconda parte, le risposte che hanno dato i candidati alle questioni della gestione del Parco del Cavaticcio (cioè l'area verde in costruzione tra Cassero, Mambo e Cineteca), e su come considerano i Centri Sociali presenti in città (la domanda del membro del direttivo Bruno Pompa parte da 31: 58, le risposte all'argomento partono da circa 42:39).
Due giorni dopo, il 13, in un altro tribattito (questa volta nella sede della Cgil), è avvenuto invece l'episodio della battuta infelice di Merola sui gay. Per la verità, dal resoconto che ne ha dato il Corriere, le battute infelici sono state due: Amelia Frascaroli, rimproverando la lunghezza degli interventi dei suoi avversari, aveva commentato, "Avrete notato che gli uomini parlano di più delle donne". A ciò Zacchiroli ha replicato con una battuta non felicissima: "Forse perché a volte gli uomini hanno qualcosa in più da dire rispetto alle donne", che evidentemente Merola ha provato a stemperare con un'altra: "Diciamo così, che donne e gay parlano uguale". "È come andare allo Yad Vashem a Gerusalemme e poi raccontare una barzelletta sugli ebrei.", ha reagito Zacchiroli. "Se non mi chiede scusa, non posso certo sostenerlo nel caso vinca le primarie. Con questa frase ha cancellato tutto quello che ha detto martedì al Cassero." Lo scontro si è comunque ridimensionato a fine serata, e anche il presidente del nostro direttivo, contattato dall'agenzia Dire, ha assolto Merola: "Merola lo conosco da un po'", ha dichiarato Emilano Zaino - e francamente la vedo come una cosa molto rilassata. Non credo che faccia battute di un certo tipo sugli omosessuali. Non c'e' il minimo dubbio sul fatto che Merola non volesse sminuire il ruolo delle donne e dei gay. Forse Zacchiroli ha percepito qualcosa di offensivo, ma non credo meritasse tutto questo rumore".