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Les Condamnes

In 78 Paesi l’omosessualità è un crimine; in sette è punita con la pena capitale. Stati dove non esiste, o quasi, un movimento per i diritti gay, dove è difficile far sentire propria la voce.

Philippe Castebon, giornalista e fotografo francese, tramite Internet ha raccolto nel volume Les Condamnes - Dans mon Pays, ma sexualitè est un crime le fotografie e le preziose testimonianze di uomini gay che vivono in paesi dove l'omosessualità è vietata dalla legge.

Alle persone contattate l’autore ha chiesto una propria immagine a volto coperto, un brano di testimonianza personale in cui ognuno parlasse della sua vita e delle difficoltà di vivere la propria sessualità liberamente, la frase "Nel mio paese, la mia sessualità è un crimine" scritta nella propria lingua madre.

“Nei siti internet per gay gli utenti di solito pubblicano immagini in cui non si possa riconoscere la loro identità, dove ad esempio manca la testa. Da qui l’idea di chiedere ai miei interlocutori di scattarsi una foto appositamente per il progetto. Ho chiesto di mandarmi anche un testo scritto e la frase ‘nel mio Paese, la mia sessualità è un crimine’ tradotta nella loro lingue”. Nell’arco di un anno, dal novembre 2008 a quello del 2009, Castetbon ha contattato oltre seicento uomini. Cinquantuno hanno risposto.

“A ciascuno ho presentato il progetto, l’idea della mostra e di un libro fotografico. Ho passato molto tempo a rassicurare ciascuno di loro. Con un ragazzo libico ho discusso sette mesi e alla fine m’ha detto: ‘Ho troppo paura’. Mi ha inviato un testo, ma non la sua immagine”.

 

 

Da questa raccolta di foto, oltre al libro è nata anche una mostra che sta girando per il mondo in primavera era in Brasile e che l'anno scorso è stata parzialmente esposta all'assemblea di UNAIDS e che a Novembre sarà presentata in versione ridotta a Trieste nell'ambito della Rassegna "S/paesati"

 

L'incontro è curato dal Gruppo Giovani Cassero ed è in collaborazione con Amnesty International - gruppo di San Lazzaro

 

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